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domenica 18 ottobre 2015

- Una riflessione sul Circo di oggi

Come già pubblicato lo scorso anno, anche oggi vogliamo dedicare uno spazio di nostra riflessione circense. Avremmo voluto aspettare il prossimo mese, quando la maggior parte dei complessi europei si avviava verso la fine della stagione estiva lasciando spazio all'inverno, ma dopo le notizie degli ultimi giorni è giusto parlare subito.

Come tutti sappiamo il Circo Herman Renz (NL) sta andando verso il fallimento, alcuni giorni fa lo Stato olandese ha sequestrato tutto il materiale a causa di un debito con il fisco. Questo fa riflettere in quanto il Circo Herman Renz ha una storia fatta di più di 100 anni (dal 1911) ed era il Circo nazionale olandese.

Nel Circo qualcosa non funziona? Oppure è la società che cambia? Io ho vissuto e lavorato personalmente per un Circo, oltre che ad essere un appassionato ed amante di questo mondo. Purtroppo molte mentalità circense ogni tanto bloccano quello che potrebbe essere uno sviluppo verso un futuro di soddisfazioni. Troppi Circhi e troppe famiglie circensi rimangono, in parte anche giustamente, legati al passato e alle tradizioni del passato. D'altra parte però c'è il pubblico che cambia, agli adolescenti non interessa più il Circo e i genitori non portano più i figli sotto un tendone per qualche cliché, qualche idea o semplicemente per indisponibilità finanziarie.

C'è però una parte di mondo circense che sta cambiando, anche in base alla domanda del pubblico, verso nuovi spettacoli particolari e innovativi che ancora oggi riescono ad attirare un folto pubblico. Che poi di queste idee (come il "Circo degli Orrori") ne nascano a bizzeffe è risaputo, ma benvengano nuove idee. Con questo non voglio assolutamente invitare nessuno a cambiare la propria idea di Circo, non bisogna mai distanziarsi dal Circo tradizionale, ma forse portare qualche novità all'interno della tradizione potrebbe sicuramente giovare.

Tutti sappiamo quanto avere un Circo (e in generale un'azienda propria) sia diventato difficile, in qualsiasi nazione ci si trovi. Tante tasse, mille cose da pagare, bisogna comunque avere una buona tenuta del Circo davanti agli occhi della gente (con manutenzione e sostituzioni di materiale), gli stipendi degli artisti e degli operai, e...la lista potrebbe essere lunghissima. Allo stesso tempo diventa difficile far fronte alle fatture causa le poche entrate di pubblico (e pochi aiuti ricevuti dall'esterno). Esiste poi un'altra questione: le piazze! Spesso fuori dalle città, terreni mal tenuti o naturalmente non adatti, ma benvenga quando ci sono! Troppe amministrazioni comunali costruiscono e le piazze continuano a scomparire...il Circo non è solo una tradizione, è un patrimonio che ogni Stato ha e deve salvaguardare!

Per concludere: il calo di pubblico nel mondo circense è, purtroppo, sempre maggiore, nessuno si salva, anche i grandi complessi ne risentono (seppur, magari, di meno). E allora ragazzi SVEGLIA! Una sveglia a tutti! Circensi, torniamo ad attirare pubblico come succedeva anni fa (che poi non è una questione di tantissimi anni indietro), Stato (nazioni, regioni, comuni, ecc.) salvaguarda questo grande patrimonio e aiutalo e voi, caro pubblico, tornate sotto il tendone perché uno spettacolo come quello che potete trovare al Circo in nessuna televisione, smartphone, computer potrete trovarlo!

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